ENEL.MI

Enel SpA
🇮🇹-Euronext Milan
SettoreUtilities - Utilities - Diversified
TipoBLEND
P/E live21.03x
MC live€87.6B
Prezzo live
8.83 €
+1.0%dal report
Prossimi earnings:12 nov 2026
Score Azienda
7.60/10
Voto invariato dal 15/09/2026
Score Ciclo
6.50/10
Voto invariato dal 15/09/2026
Score Prezzo Live
5.71/10
Voto al 15/09/2026: 5.80↓ 0.09
Score3 Live
6.60/10
Voto al 15/09/2026: 6.63↓ 0.03

Descrizione azienda

Enel SpA è una delle maggiori utility integrate a livello mondiale, attiva nella generazione elettrica con una quota rilevante di capacità rinnovabile tramite Enel Green Power , nella distribuzione in rete e nella vendita di energia elettrica e gas a clienti finali. Il gruppo opera principalmente in Italia, Spagna tramite Endesa e America Latina, con circa 61.900 dipendenti. Settore: Utilities — Industria: Utilities Diversified. È quotata su Euronext Milan ticker ENEL.MI ed è tra le società a maggiore capitalizzazione del listino italiano.
Target Alert
8,54 €
Voto arriva a 6
7,33 €
Voto sale sopra 7
I testi e le valutazioni sottostanti sono stati generati il 15/09/2026. Prezzo di riferimento al momento dell'analisi: 8,74 €

Quadro Generale

CampoValore
Prezzo€8,742 (14/09/2026, 17:30 CEST)
PaeseItalia
BorsaEuronext Milan
SettoreUtilities — Utilities - Diversified
TipoBLEND
Market Cap€86,7 Mld
P/E TTM20,81
Range 52wLow €7,69 | High €10,31
FV Ponderato€8,63 — stima con approssimazioni contabili nel DCF

Bandiera Rossa + Rischio Disruption AI

BANDIERA ROSSA: ASSENTE

Non emergono elementi sufficienti per classificare Enel come esposta a un rischio fatale imminente di liquidità o solvibilità. È invece presente un rischio regolatorio binario sulla concessione di Enel São Paulo: l'11 agosto 2026 ANEEL ha respinto la richiesta di sospendere il procedimento e il 24 agosto ha respinto la richiesta di perizia, assegnando dieci giorni per le allegazioni finali. Queste decisioni non equivalgono alla revoca. La distinzione riguarda la materialità per l'intero gruppo e non attenua il rischio della controllata, incorporato nel voto B2.4 e nella lettura finale.

RISCHIO DISRUPTION AI: BASSO

Il business di generazione, distribuzione e vendita di energia elettrica è infrastruttura fisica regolata: l'intelligenza artificiale agisce come abilitatore (ottimizzazione reti, manutenzione predittiva) e non come minaccia al modello di business.

Blocco 1 — Valutazione Oggettiva dell'Azienda

VocePunteggioStatus
B1.1 — Leadership e ruolo sistemico8,30✅ Eccellenza
B1.2 — Clienti e barriere all'ingresso7,70✅ Valore
B1.3 — Economics del business7,30✅ Valore
B1.4 — Bilancio e resilienza7,00✅ Valore
Score Azienda7,60

B1.1 — Leadership e ruolo sistemico: 8,30

Enel è tra le maggiori utility integrate al mondo per base clienti e ampiezza degli asset, con una piattaforma che copre generazione, reti regolate e vendita in Italia, Spagna (tramite Endesa) e America Latina. Il gruppo impiega circa 61.900 persone e genera ricavi su scala multi-miliardaria, con un EBITDA di €20,62 miliardi negli ultimi dodici mesi, livelli che lo collocano stabilmente tra i primi operatori utility diversificati d'Europa. La presenza rinnovabile tramite Enel Green Power, con decine di GW di capacità installata, rafforza il ruolo sistemico nella transizione energetica europea e latinoamericana. Non si tratta di una posizione monopolistica in senso stretto, ma la combinazione di scala, diversificazione geografica e integrazione verticale reti-generazione-vendita è difficilmente replicabile da concorrenti di dimensioni minori. Questo giustifica un voto nella fascia di eccellenza, coerente con un'azienda leader di settore ma non priva di esposizione competitiva su singoli mercati nazionali.

B1.2 — Clienti e barriere all'ingresso: 7,70

Le barriere all'ingresso più solide derivano dagli asset regolati — reti di distribuzione e trasmissione remunerate a tariffa (RAB) con concessioni di lungo periodo — che rendono impraticabile una duplicazione della rete da parte di nuovi entranti. A ciò si aggiunge un'intensità di capitale molto elevata: il piano industriale 2026-2028 da €53 miliardi concentrato su reti e rinnovabili crea di per sé una barriera dimensionale che pochi operatori possono replicare. Lo switching cost per il cliente residenziale è relativamente contenuto, ma pesa poco nel mix di valore rispetto ai ricavi regolati; più rilevanti sono i contratti di lungo termine (PPA/CfD) che legano la produzione rinnovabile a controparti industriali e istituzionali, generando prevedibilità di ricavo. La combinazione di moat regolatorio e vantaggi di scala negli appalti e nello sviluppo di nuova capacità giustifica un voto solido, pur non ai massimi livelli assoluti data la componente retail più contendibile.

B1.3 — Economics del business: 7,30

I margini restano solidi per un'utility diversificata: margine operativo al 18,22%, margine netto al 5,71% e ROE al 12,26%, dati coerenti con un business a quota rilevante di ricavi regolati o contrattualizzati. Nel primo semestre 2026 i ricavi sono cresciuti dello 0,3% (40,919 contro 40,816 miliardi di euro), l'utile netto di Gruppo del 9,2% (3,743 contro 3,428 miliardi) e l'utile netto ordinario del 2,8% (3,929 contro 3,823 miliardi). Le attività internazionali hanno compensato margini inferiori in Italia. Il forward P/E si attesta a 11,56×, sensibilmente sotto il P/E corrente di 20,81×: un gap che richiede di distinguere utili reported e ordinari: il 2025 incorpora rettifiche di valore e altre componenti non ordinarie. L'EPS reported TTM di circa 0,42 € è coerente, ai centesimi pubblicati, con 0,39 € FY2025 + 0,36 € H1 2026 − 0,33 € H1 2025. Il confronto con stime forward non dimostra da solo un'accelerazione organica. La prevedibilità del business resta comunque legata alla quota di attività regolamentate, mentre la componente generazione risente di variabilità idrologica e di prezzo delle commodity. Nel complesso l'economics del business è solido ma non ai livelli di eccellenza assoluta, per la ciclicità residua di alcune divisioni.

B1.4 — Bilancio e resilienza: 7,00

Il debito totale di €73,13 miliardi, a fronte di una cassa di €10,02 miliardi, porta a un debito netto di circa €63,11 miliardi e a un rapporto Debito Netto/EBITDA di circa 3,06×, una misura su debito lordo meno liquidità e attività finanziarie correnti, distinta dalla definizione societaria. La società riporta invece debito finanziario netto di 61,011 miliardi di euro e leva su EBITDA ordinario LTM di circa 2,6×. Il rapporto ufficiale è quindi 2,6×; i due indicatori usano perimetri diversi. La solidità finanziaria è confermata dai rating investment grade attualmente assegnati al gruppo: S&P BBB (outlook positivo), Moody's Baa1 (stabile) e Fitch BBB+ (stabile), che sostengono un accesso ai capitali ancora solido nonostante il ciclo di capex elevato. Non risulta l'esistenza di una divisione di finanziamento captive rilevante (tipica di case automobilistiche o produttori di macchinari): il debito riportato è quindi rappresentativo dell'attività industriale e regolata del gruppo, senza necessità di scorporo. Va tuttavia segnalato un elemento di cautela: nel periodo corrente il free cash flow di €3,23 miliardi copre solo circa 0,35 volte le distribuzioni lorde totali (dividendi €5,83 miliardi più buyback €3,335 miliardi, pari a €9,161 miliardi), una copertura insufficiente nel periodo, la cui natura temporanea non è dimostrata dal solo piano investimenti. Occorre valutare insieme cassa, distribuzioni e debito. Nel complesso la resilienza patrimoniale resta buona, sostenuta dai rating, ma con un margine di manovra sulla cassa distribuibile più stretto nel breve periodo.

Media Blocco 1: 7,60

Blocco 2 — Valutazione di Ciclo / Convinzione

VocePunteggioStatus
B2.1 — Ciclo settoriale6,20⚠️ Neutrale
B2.2 — Trend strutturali7,00✅ Valore
B2.3 — Posizionamento Competitivo nel Ciclo7,40✅ Valore
B2.4 — Rischi specifici (Esogeni)5,50⚠️ Neutrale
Score Ciclo6,50

B2.1 — Ciclo settoriale: 6,20

Il quadro settoriale delle utility diversificate europee (dossier Settore/Industria del 15/09/2026) mostra segnali contrastanti ma nel complesso lievemente favorevoli: alcuni tra i principali operatori europei hanno alzato la guidance 2026 dopo i risultati del primo semestre (ENGIE il 31/07/2026, RWE il 28/07/2026), mentre a livello statunitense l'ETF di riferimento del settore Utilities registra una performance sostanzialmente piatta a 12 mesi (+0,32%) e negativa su 3 e 6 mesi (-6,6% e -10,08%), segno di una normalizzazione dopo la fase più difensiva. Il quadro regolatorio europeo offre invece un supporto strutturale più netto, con la riforma del market design UE che favorisce contratti PPA/CfD stabilizzando i ricavi, e l'aggiornamento del WACC regolatorio italiano (distribuzione al 5,6% per il periodo 2025-2027) che mitiga parzialmente il costo del capitale in un ciclo di capex elevato. Il fattore prezzi/scorte/capacità non ha un equivalente diretto per un'utility elettrica integrata e resta non applicabile. Sul mix specifico di Enel, il contributo internazionale (Spagna e America Latina) che nel primo semestre 2026 ha più che compensato la debolezza dei margini italiani giustifica un lieve aggiustamento verso l'alto rispetto al voto-base settoriale, risultando in un B2.1 finale nella fascia neutra-moderatamente supportiva.

B2.2 — Trend strutturali: 7,00

I megatrend di medio-lungo periodo restano favorevoli per un operatore integrato come Enel: elettrificazione dei consumi, rafforzamento e digitalizzazione delle reti, crescita della capacità rinnovabile e diffusione dello storage sono tutte forze strutturali che sostengono la domanda di investimento del settore. Il nuovo assetto regolatorio del market design europeo, che incentiva PPA e CfD, riduce strutturalmente la volatilità dei ricavi rispetto al modello di mercato spot puro. Il piano industriale 2026-2028 da €53 miliardi, concentrato proprio su reti e rinnovabili, è direttamente allineato a queste dinamiche, mentre la performance dell'ETF settoriale di riferimento a 12 mesi (+0,32%) conferma un contesto stabile più che in forte espansione. Nel complesso il posizionamento strutturale del settore giustifica un voto solido nella fascia di supporto netto.

B2.3 — Posizionamento Competitivo nel Ciclo: 7,40

L'ultimo aggiornamento ufficiale disponibile — i risultati del primo semestre 2026, pubblicati dalla relazione investitori del gruppo il 30 luglio 2026 — indica che il portafoglio internazionale ha più che compensato la debolezza dei margini in Italia, con un utile per azione atteso verso l'estremo alto della forchetta di guidance. Non risultano comunicati successivi che abbiano modificato questa indicazione fino alla data della presente analisi, un elemento verificato direttamente sulle pagine ufficiali di investor relations. Questo bilanciamento geografico, unito all'esecuzione resiliente mostrata nel semestre, colloca Enel in una posizione relativamente più forte rispetto alla media dei peer europei più concentrati sul solo mercato domestico. Il voto riflette un'esecuzione superiore alla media di settore in un contesto di normalizzazione dei prezzi dell'energia.

B2.4 — Rischi specifici (Esogeni): 5,50

Il rischio specifico prioritario è il procedimento sulla concessione di Enel São Paulo, aperto da ANEEL il 7 aprile 2026 e avanzato con le decisioni dell'11 e del 24 agosto. Un esito sfavorevole potrebbe incidere sulla continuità della concessione, sui flussi futuri e sulla recuperabilità degli investimenti della controllata; importi recuperabili e conseguenze economiche non sono già determinati. La relazione semestrale riferisce che il rinnovo anticipato resta sospeso e che il management ha verificato la recuperabilità degli attivi: quest'ultima è una valutazione aziendale, non una decisione del regolatore. Non risulta nelle fonti consultate una revoca già deliberata entro il 15 settembre. Scala, diversificazione geografica e rating del gruppo attenuano il rischio di contagio all'intera Enel, ma non giustificano una valutazione moderatamente favorevole dei rischi specifici. Il voto 5,50 esprime questo equilibrio; rischio settoriale e aggiornamenti tariffari già trattati in B2.1 non ricevono un secondo peso.

Media Blocco 2: 6,50

Blocco 3 — Valutazione Prezzo vs Valore

VocePunteggioStatus
B3.1 — Fair Value Intrinseco5,90⚠️ Neutrale
B3.2 — Consenso Analisti5,80⚠️ Neutrale
B3.3 — Valutazione Relativa5,70⚠️ Neutrale
B3.4 — FCF Yield e ritorni agli azionisti5,70⚠️ Neutrale
Score Prezzo5,80

TIPO AZIENDA: BLEND

B3.1 — Fair Value Intrinseco: 5,90

Il Fair Value Ponderato combina i modelli basati sui flussi di cassa futuri (DCF) con i multipli storici dell'azienda. Nel passaggio dal valore consolidato a quello delle azioni Enel occorre distinguere i finanziatori e gli altri soci delle controllate dagli azionisti ordinari della capogruppo.

Gruppo Flussi — DCF — peso 50%

ModelloValore stimato
DCF crescita perpetua (Gordon)€11,03
DCF multiplo di uscita (EV/EBITDA)€8,53
Media Gruppo Flussi€9,78

Gruppo Multipli — multipli storici dell'azienda — peso 50%

ModelloValore stimato
Multiplo utili storico (P/E mediano)€8,28
Multiplo cassa storico (P/FCF mediano)€6,69
Media Gruppo Multipli€7,49

Fair Value Ponderato: €8,63 · banda di scenario [€5,73 – €11,07] · riferimento senza crescita €5,65, non minimo garantito.

Ipotesi e limite della stima. I DCF partono da un flusso all'impresa di €6,775 miliardi, con tasso di sconto del 6,5%, crescita iniziale ipotizzata del 6% che scende progressivamente verso il 2,5% e orizzonte esplicito di otto anni. La crescita è un'ipotesi di proiezione, non la crescita semestrale dei ricavi né una previsione certa. Dal valore consolidato si detraggono €63,107 miliardi di debito al netto della liquidità secondo il perimetro adottato dal modello, €14,786 miliardi di quote di terzi e €10,191 miliardi di strumenti ibridi, prima di dividere per 9,921 miliardi di azioni.

Per quote di terzi e ibridi si usano i valori contabili come approssimazione di valutazione, non come prezzi di mercato verificati. È un limite materiale: a parità di tutto il resto, ogni miliardo aggiuntivo attribuito a questi strumenti riduce il Fair Value ponderato di circa €0,05 per azione. Nello stress illustrativo che porta le quote di terzi tra metà e una volta e mezza il valore contabile e gli ibridi tra il 90% e il 110%, il FV varia circa tra €8,21 e €9,06. Questi estremi non sono probabilità né un intervallo di confidenza; la banda generale include anche variazioni di crescita, sconto e multipli. Il modello non è una valutazione analitica delle singole controllate.

Il DCF Gordon resta il valore più alto, perché attribuisce più peso alla crescita perpetua; DCF a multiplo e P/E storico convergono invece intorno a €8,3–8,5, mentre il P/FCF riflette una cassa libera più contenuta. La dispersione tra i due gruppi è del 26,6% e non attiva penalità. A €8,742 il prezzo supera di circa l'1,3% la stima centrale: una differenza piccola rispetto all'incertezza delle ipotesi, che non indica un margine di sicurezza evidente. Con crescita iniziale del 2,5% anziché del 6%, a parità degli altri input, il FV sarebbe circa €7,51: la realizzazione della crescita conta più della precisione al centesimo.

B3.2 — Consenso Analisti: 5,80

Raccomandazioni censiteBuyHoldSellTarget medioUpside potenziale
23 (somma delle categorie)10112€10,268+17,5%

Il consenso comprende 10 giudizi Buy, 11 Hold e 2 Sell: prevale una lettura costruttiva ma prudente, con quasi metà delle raccomandazioni orientata all'attesa. Il target medio di €10,268 implica un rialzo del 17,5%, superiore alla stima centrale dei modelli interni. Le raccomandazioni sommano a 23; la numerosità dichiarata per il target è 22, poiché i due insiemi non risultano perfettamente allineati. La finestra indicata è di tre mesi e non è verificabile la data di revisione di ogni stima: il consenso non garantisce che tutti abbiano incorporato gli ultimi sviluppi regolatori.

> 📐 Voto consenso = (10/23 × 10) − (2/23 × 2) = 4,173913; upside +17,456% → voto 7,00; peso consenso 0,43640; B3.2 = 5,80 dopo arrotondamento.

B3.3 — Valutazione Relativa: 5,70

Rispetto alla propria storia — Il P/E attuale di 20,81× si confronta con una mediana storica a 5 anni di 22,5× (calcolata su cinque esercizi): uno sconto del 7,5% rispetto al proprio multiplo storico, che porta a un voto di 6,30. Il titolo tratta quindi leggermente sotto la propria media di lungo periodo, un segnale di moderata convenienza rispetto al proprio passato.

Rispetto ai concorrenti — Confrontato con Iberdrola (P/E 23,27×, dato al 28/08/2026), SSE plc (P/E 23,24×, fine agosto 2026), E.ON (P/E 13,44×, dato al 19/08/2026), RWE (P/E 12,82×, dato al 27/08/2026) ed ENGIE (P/E 12,80×, dato al 14/09/2026) — media 17,11× — Enel tratta a 20,81×, un premio del 21,6% rispetto alla media dei concorrenti. Va segnalato che quattro dei cinque multipli peer sono stati rilevati più di 15 giorni prima della data di questa analisi: la lettura del premio va quindi presa con cautela aggiuntiva, poiché una parte dello scarto potrebbe riflettere il trascorrere del tempo più che una divergenza valutativa corrente. Questo confronto porta a un voto di 5,10.

Il titolo mostra quindi un quadro misto: un lieve sconto rispetto al proprio storico ma un premio significativo rispetto alla media dei concorrenti europei diretti, per una valutazione relativa complessiva pari a 5,70 — né particolarmente conveniente né eccessiva rispetto al settore.

B3.4 — FCF Yield e ritorni agli azionisti: 5,70

MetricaValore
FCF TTM€3.226M
Base FCFStandard
Dividendi€5.826M
Buyback consolidato TTM€3.335M
FCF Yield3,72%
Dividend Yield5,61%
Buyback consolidato / Market Cap Enel3,85% — indicatore di scala, non rendimento della capogruppo
Variazione azioni YoY-1,20%
Rendimento usato per B3.43,72% — FCF Yield

Il FCF Yield del 3,72% colloca Enel nella fascia bassa-intermedia della scala di calibrazione, con un voto di 5,70. Sul fronte della politica di distribuzione, il dividend yield è del 5,61%, mentre il buyback consolidato equivale al 3,85% della capitalizzazione Enel senza rappresentare un rendimento integralmente attribuibile ai suoi azionisti; le azioni in circolazione della capogruppo sono diminuite dell'1,20% su base annua. Il buyback consolidato comprende anche le controllate: non può essere confrontato direttamente con questa variazione per misurare la diluizione netta di Enel. Va tuttavia rilevato che, nel periodo corrente, il free cash flow copre solo circa 0,35 volte le distribuzioni lorde totali (dividendi più buyback), una copertura insufficiente nel periodo: il piano 2026–2028 richiede investimenti elevati, ma non dimostra da solo che la compressione della cassa sia temporanea. Il buyback consolidato TTM è ricostruito come 1,947 + 1,578 − 0,190 = 3,335 miliardi di euro. Dividendi TTM: 5,794 + 2,718 − 2,686 = 5,826 miliardi. Questi flussi consolidati includono distribuzioni delle controllate e non sono un rendimento integralmente attribuibile alle sole azioni Enel. Il dividend yield del 5,61% usa invece 0,49 € per azione / 8,742 €.

Media Blocco 3: 5,80

Sintesi Numerica e Descrittiva

ScoreValoreDescrizione
Score Azienda7,60Qualità intrinseca oggi
Score Ciclo6,50Ciclo, trend e posizionamento futuro
Score Prezzo5,80Convenienza del prezzo attuale

Vantaggio Competitivo e Moat

Il moat di Enel è regolatorio e di scala: le reti di distribuzione remunerate a tariffa con concessioni di lungo periodo rappresentano una barriera difficilmente replicabile, mentre la capacità rinnovabile installata tramite Enel Green Power e la diversificazione geografica su Italia, Spagna e America Latina ampliano il perimetro competitivo rispetto a operatori più concentrati su un singolo mercato. Il piano industriale 2026-2028 da €53 miliardi, focalizzato su reti e rinnovabili, punta a consolidare ulteriormente questo vantaggio piuttosto che difendere posizioni statiche. Nel complesso il moat appare stabile con segnali di espansione mirata, più che in fase di contrazione.

Ciclo Generale e Dinamiche Competitive

Il settore utility europeo si trova in una fase di normalizzazione dopo il picco difensivo degli scorsi anni, con segnali di miglioramento diffusi tra i principali operatori — ENGIE e RWE hanno entrambe alzato la guidance 2026 dopo i risultati del primo semestre — e un quadro regolatorio UE che riduce la volatilità dei ricavi tramite contratti a lungo termine. Enel si posiziona relativamente meglio della media grazie al contributo internazionale che ha compensato la debolezza dei margini italiani, un dato confermato dai risultati ufficiali di luglio 2026. La combinazione di stabilità regolatoria e mix geografico diversificato la colloca in una posizione di forza relativa nel ciclo attuale.

Catalizzatori e Opportunità Future (Bull Case)

L'esecuzione del piano industriale 2026-2028 da €53 miliardi su reti e rinnovabili rappresenta il principale catalizzatore nei prossimi 6-18 mesi, insieme a una guidance sull'utile per azione attesa verso l'estremo alto del range comunicato. Possibili benefici aggiuntivi possono derivare dagli aggiornamenti regolatori sul WACC delle reti italiane ed europee e dalla stabilizzazione dei ricavi tramite nuovi contratti PPA/CfD abilitati dalla riforma del market design UE. Un'eventuale rotazione di asset non core potrebbe inoltre liberare risorse per accelerare gli investimenti nei segmenti a maggiore crescita.

Rischi (Bear Case)

Il rischio specifico prioritario è il procedimento sulla concessione di Enel São Paulo; seguono esposizione macroeconomica e valutaria latinoamericana. Gli obblighi cyber costituiscono un rischio operativo aggiuntivo. Sul piano finanziario, la copertura delle distribuzioni tramite free cash flow è insufficiente nel periodo corrente (0,35×), un fattore da monitorare se la fase di capex elevato dovesse protrarsi oltre le attese. Tassi reali persistentemente elevati resterebbero infine un fattore di compressione delle valutazioni per un settore ad alta intensità di capitale come quello delle utility.

Sintesi Operativa e Timing

Azienda solida, valutazione nella norma. Opportunità limitata al prezzo attuale. NEUTRALE. Il rischio sulla concessione di São Paulo e la sensibilità delle stime richiedono prudenza; qualità del business e convenienza del prezzo restano due giudizi distinti.

Perché potrebbe essere un'opportunità

Il consenso analisti indica un target medio di €10,27, circa il 17,5% sopra la chiusura di riferimento; questo è distinto dal Fair Value proprietario di €8,63, basato sulle ipotesi e sui limiti illustrati in B3.1. Il piano industriale 2026-2028 da €53 miliardi concentrato su reti e rinnovabili, unito alla maggiore stabilità regolatoria offerta dalla riforma del market design europeo, supporta una lettura di prevedibilità dei flussi nel medio termine. Il rendimento da dividendo del 5,61% resta tra i più elevati del comparto utility europeo.

Perché potrebbe essere un rischio

Il premio del 21,6% rispetto alla media dei P/E dei principali concorrenti europei segnala una valutazione relativa non particolarmente conveniente rispetto al settore. La copertura delle distribuzioni tramite free cash flow risulta insufficiente nel periodo corrente; non è dimostrato che il deficit sia soltanto temporaneo: un'esecuzione più lenta del piano industriale o un contesto di tassi reali persistentemente elevati potrebbero comprimere ulteriormente le valutazioni. L'esposizione ai mercati latinoamericani tramite controllate introduce inoltre un rischio macro e regolatorio aggiuntivo rispetto ai concorrenti europei più concentrati sul mercato domestico.

Tabella Prezzi-Obiettivo

LivelloPrezzoΔ% da attualeNote
Valutazione interessante (B3 ≥ 7.00)€7,33-16,2%Soglia calcolata €7,334286, a fondamentali e ipotesi invariati
Valutazione sufficientemente interessante (B3 ≥ 6.00)€8,54-2,3%Soglia calcolata €8,543700; miglioramento sotto la soglia
Target analisti€10,27+17,5%Target: 22 analisti; raccomandazioni: 23

Le soglie cambiano se cambiano risultati, rischi o ipotesi del modello; non sono indicazioni automatiche d'ingresso.

Disclaimer

Questa analisi è prodotta dal sistema Score³ a scopo puramente informativo e non costituisce sollecitazione all'investimento, consulenza finanziaria o raccomandazione operativa. I dati sono raccolti da fonti pubbliche e potrebbero contenere errori o ritardi. Le stime di fair value e i prezzi-obiettivo sono elaborazioni modellistiche soggette a incertezza significativa e non rappresentano previsioni certe. Investire comporta rischi, inclusa la possibile perdita del capitale investito. Verificare sempre i dati critici su fonti primarie prima di prendere qualsiasi decisione di investimento. Past performance is not indicative of future results.